5 per mille: rendicontazione

Tutti i beneficiari delle quote di 5 per mille devono redigere, entro un anno dalla ricezione delle somme, un apposito rendiconto accompagnato da una relazione illustrativa, dal quale risulti, in modo chiaro, trasparente e dettagliato, la destinazione e l’impiego delle somme percepite, ma con importanti differenze a seconda degli importi ricevuti, ed in particolare:

GLI ENTI BENEFICIARI DI UN CONTRIBUTO DI AMMONTARE INFERIORE A 20.000 EURO

devono utilizzare il modulo disponibile sul sito istituzionale delle amministrazioni competenti.

Il rendiconto e la relazione illustrativa devono essere conservati per 10 anni decorrenti dalla data di redazione del rendiconto.

N.B. Per questi enti non c’è l’obbligo di pubblicare il rendiconto sul proprio sito web.
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GLI ENTI CHE HANNO RICEVUTO UNA SOMMA PARI O SUPERIORE A 20.000 EURO

devono trasmettere il rendiconto e la relazione illustrativa, entro 30 giorni dalla data ultima prevista per la compilazione del rendiconto, all’amministrazione competente all’erogazione delle somme per consentirne il controllo.  Questi enti, dovranno adempiere agli obblighi di compilazione, trasmissione e comunicazione di avvenuta pubblicazione del rendiconto attraverso la piattaforma informatica dedicata, disponibile sul portale servizi lavoro del Ministero.
Tali enti sono anche i soli che hanno l’obbligo, entro 30 giorni dalla scadenza del termine per l’invio del rendiconto, di pubblicare sul proprio sito web gli importi percepiti e il rendiconto con la relazione illustrativa, dandone comunicazione all’amministrazione erogatrice entro i successivi 7 giorni.

DOCUMENTI UTILI SOLO PER GLI ENTI CHE HANNO RICEVUTO UNA SOMMA PARI O SUPERIORE A 20.000 EURO

Linee guida per la rendicontazione (file pdf) (aggiornate alla piattaforma)

Manuale utente piattaforma informatica

Format esemplificativo lista giustificativi di spesa (file docx)

Sempre in riferimento alla piattaforma, è possibile richiedere assistenza tramite l’URP Online

Come procedere all’aggiornamento dei dati nel registro unico Terzo settore

La scadenza per organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale è fissata per il 30 giugno in riferimento al 31 dicembre dell’anno precedente e riguarda il numero di associati, di volontari e di eventuali lavoratori. Ecco come fare

di Daniele Erler*

Fra gli adempimenti legati all’iscrizione al registro unico nazionale del Terzo settore (Runts) ve ne è uno che riguarda nello specifico le organizzazioni di volontariato (Odv) e le associazioni di promozione sociale (Aps)tali enti sono tenuti ad aggiornare nel Runts il numero di associati, di volontari e di eventuali lavoratori, e lo devono fare entro il 30 giugno di ogni anno con riferimento al 31 dicembre dell’anno precedente.

Le informazioni da aggiornare

Il decreto ministeriale 106 del 2020, all’art.8, comma 6, lettera r), offre indicazioni più precise riguardo al tipo di aggiornamento che deve essere effettuato.

Per quanto riguarda gli associati, si specifica che deve essere aggiornato il numero di coloro ai quali è riconosciuto il diritto di voto, distinguendoli per:

  • numero di persone fisiche;
  • numero di enti giuridici, identificandoli e specificando per ognuno se iscritto o meno nella stessa sezione del Runts dell’ente che sta effettuando l’aggiornamento.

Tali informazioni sono fondamentali poiché il codice del Terzo settore dispone per Odv e Aps regole specifiche riguardo alla compagine associativa, la quale deve essere composta:

  • per le Odv, da almeno 7 persone fisiche o 3 Odv;
  • per le Aps, da almeno 7 persone fisiche o 3 Aps.

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